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Le ellissi della modernità fluida
di Rino Cardone
È nei progetti architettonici di Giuseppe Pedota che si esplica (ancor più che nella pittura, nella grafica, nel design e nella scultura svolte - ognuna di esse - in maniera particolare ed a tratti incredibile) quel senso di evidente, continua, disgregazione delle apparenze della forma e d’immediata ricomposizione, della loro sostanza estetica e concettuale, nel movimento ellittico delle linee.
È in questa maniera che si esplica, ancor più e meglio, quel senso d’immanenza contemporanea, che appartiene non solo ai voli pindarici dell’astrazione lirica e del convenzionalismo fantastico - tipico di certa, buona, arte contemporanea - ma anche alla cosiddetta modernità fluida teorizzata, in anni recenti, dal sociologo polacco Zygmunt Bauman: il quale costruì la sua idea di progresso intorno all’apparente dissoluzione dei corpi solidi (in qualunque forma e contenuto essi si manifestino) e al progressivo manifestarsi, in maniera lenta e progressiva, nel mondo, del nomadismo delle appartenenze che vincola (sentiamo di poter aggiungere, senza timore d’essere smentiti) i contenuti dell’arte al suo genius loci.
È per la qualità, dunque, di queste proposte creative di Giuseppe Pedota che la Rete della Cultura della Provincia di Potenza ha inteso inserire la personale di quest’artista nelle sue iniziative culturali del 2007, nell’intento non solo di aprire una “vetrina storica” sull’interessante percorso artistico e culturale che ha caratterizzato, negli anni, in mezza Europa e nel mondo, questo operatore creativo, ma anche nell’intento di aprire una riflessione sull’attualità e la consistenza dell’arte oggi.
