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Lettera per una mostra personale a Roma
di Ernest Zeisler
La pittura di Giuseppe Pedota, popola un mondo molto vicino al dramma, con trasformazioni inevitabili.
La misura dell’ambiente reale è aprioristico.
L’emozione è dominata da un’eccessiva fiducia nell’elegia di una terra d’origine trasfigurata da poetici ma rigorosi ricordi.
Il punto focale, i caratteri di questo edificio dell’inconscio, sono drammatici, le allusioni - calibratissime sovrastrutture di reazione a situazioni di soffocamento - alle quali, gli ipersensibili, pagano un contributo profondo e ineluttabile.
Processo di obbligatorietà che investe un po’ tutti: significato di stabilità, eventi ripetuti nello schema compositivo del furioso, maniacale macchinismo.
Ma l’artista conosce la strada della libertà, quando l’integrazione può essere anche follia.
Ernest Zeisler, psicoanalista svizzero, 1968
