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Testimonianza
di Luigi Rigoni
Il tuo sguardo incrocia abissi di tormento. Ma non è stranamente un tormento sofferto. Pedota è il tormento senza sofferenza. Le linee cosmiche private dal dolore, entrano in una dinamica silente. Si arrabattano tra di loro canzonando la forma umana decadente e senza più espressioni. Pura comunicazione di scambi ellittici, (laddove gli scambi si separano nel SENSO delle ellissi) la musica siderale mostra la sua inconsistenza.
Curve mute, pieghe silenti armonizzano fantasie disumane.
L’uomo è nel vuoto riempito di vortici.
La sua insipienza non contrasta.
Fissazioni universali lo gelano, insipienti pure loro, fungendo da corde intime ed insieme puramente superficiali.
L’interiore esteriorità fa di Pedota un incanto di ciò che non può essere udito, perché posto nella dimensione spaziale d’una velocità elevatissima, velocità luminosa, capace di improntare la statica dell'apparenza. Roma, 11/3/1995
