DEDICATO

Su quale infinito

di Domenico Alvino

 

ti viene questo fiato pieno
d terre che galassie scendi e sali  ieri
nebulose aprono nel tempo cunicoli
stavi bocconi a respirare
luce inopinata ora
ti ronzano negli occhi buchi
neri di solitudini di dei
spersi domani dove siedi sbalordito
su quale infinito
trafitto ti giri a guardare e ti vedi in ventricoli
e snodi di silenzio intestinali
mi stai guardando dentro l’uomo dice
dal tuo volto che guarda amplitudini dove
c’è una donna crocefissa
da sbalordite voglie



per Giuseppe Pedota,

Roma, domenica 24 novembre 1996

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